In questa guida ti spiegherò come preparare arrosto con le prugne. Questa ricetta è un secondo piatto particolarmente adatto alla stagione invernale, con prugne e albicocche essiccate proposte come inusuale contorno. Segui la guida per realizzare questa ricetta.

Occorrente
Ingredienti per 4 porzioni
800 g di fesa di tacchino
8 prugne secche snocciolate
8 albicocche secche
0,8 dl di Cognac
80 g di pancetta affumicata a fette
20 g di burro
2 dl di brodo di pollo
Sale e pepe

Strumenti utili
Carta da forno
Spago da cucina
Carta d’alluminio
Modalità di cottura:
Forno tradizionale

Riunite la frutta secca in una ciotola, aggiungete il Cognac e lasciatela macerare per almeno 30 minuti, finchè si sarà ammorbidita. Allineate le fette di pancetta su un foglio di carta da forno, accavallandole leggermente tra loro.
Spalmate su tutta la superficie della fesa di tacchino una pressa di sale e una macinata di pepe.

Disponete la carne al centro della pancetta e avvolgetela con quest’ultima. Fissate tutto con alcuni giri di spago da cucina.
Sciogliete il burro in una pirofila, unite la carne preparata e trasferite in forno scaldato a 200°C per circa 20 minuti. Aggiungete la frutta secca con il Cognac di macerazione, versate il brodo bollente e proseguite la cottura per altri 30 minuti abbassando la temperatura a 180 gradi.

Togliete il tacchino dal fondo di cottura, avvolgetelo in un foglio di alluminio e lasciatelo riposare per 5 minuti, in modo che sia più facile da affettare. Eliminate alluminio e spago e servite l’arrosto a fette con la frutta e il suo sugo.
Un altra carne che ben si abbina al sapore dolce della frutta secca è la lonza di maiale, che quindi potrete usare al posto del tacchino.

Come Preparare un Arrosto con le Prugne


Come Rimuovere i File Doppi

Ci risiamo, il disco fisso del tuo computer è pieno zeppo di dati e tu non hai la minima idea su dove mettere le mani per liberare un po’ di spazio. Forse non lo sai, ma ad ingolfare l’hard disk del tuo PC potrebbero essere dei file doppioni completamente inutili. Prova ad usare il programma gratuito CloneSpy per liberartene una volta per tutte.

Collegati sul sito Internet ufficiale di CloneSpy, fai click sulla voce Download situata sulla sinistra e, nella pagina che si apre, clicca sulla voce Download collocata sotto alla dicitura CloneSpy V2.41 per scaricare il file d’installazione del programma sul tuo computer.

A scaricamento completato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (cspy241.exe) e, nella finestra che si apre, fai click sul pulsante Next. Clicca quindi su I Agree per accettare le condizioni di utilizzo del programma e fai click prima sul pulsante Next per due volte consecutive, poi su Install e Finish per terminare il processo d’installazione ed avviare il programma.

A questo punto, fai click su OK per accedere alla schermata principale di CloneSpy e, nella finestra che si apre, clicca sul pulsante Add Folder. Seleziona quindi le cartella in cui vuoi far ricercare e cancellare i file doppioni e clicca sul pulsante Add selected folder per confermare la tua scelta. Puoi anche controllare tutte le sottocartelle presenti in una cartella facendo click su Add all sibling folders dopo aver selezionato la directory principale.

Adesso, non ti rimane che cliccare prima sul pulsante OK e poi su Start scanning per avviare la ricerca dei file doppioni nelle cartelle selezionate. Nel corso della procedura, se verranno trovati dei file doppioni, comparirà una finestra in cui dovrai selezionare tramite doppio click quale elemento conservare e quale no. Una volta effettuata la tua scelta, non ti rimarrà che cliccare sul pulsante Delete all marked files per cancellare i doppioni


Come Pulire uno Schermo LCD

Come pulire un display LCD? Può sembrare una domanda banale, però molte persone hanno cercato soluzioni per pulire il proprio display cercando di non rovinarlo. La cosa più importante è che un display LCD non è un display CRT, non è possibile agire allo stesso modo perchè le particelle di polvere depositate potrebberlo graffiarlo e danneggiarlo.

Per prima cosa per rischiare di non prendervi la scossa e meglio spegnere il monitor, ed è molto importate anche per vedere sul fondo nero le sporcizie, polvere e quant’altro. Preparate una soluzione a base di aceto e acqua distillata versatelo in dosi uguali, fate molta attenzione a non utilizzare acqua minerale o acqua del rubinetto perchè rischierete di lasciare le macchie bianche sopra allo schermo dopo che sarà asciutto, se non avete l’aceto potrete utilizzare alcool isopropilico ma lo sconsiglio perchè è fortemente infiammabile è meglio usare l’aceto.

Inumidite il panno in microfibra (come quello che utilizziamo per pulire le lenti degli occhiali) evitate di usare i panni di carta, carta igienica e affini, perchè non è e morbido e rischierete di graffiare lo schermo, inoltre fate molta attenzione a non versare direttamente la soluzione sul display ma prima versatelo sul panno e poi pulite il display.

Agite molto delicatamente sullo schermo, non fate mai troppa pressione, muovetevi in una sola direzione, e meglio se e dall’alto verso il basso. Aspettate che lo schermo si asciughi, quando lo schermo è ben asciutto potete accenderlo. Ci vorranno soltanto pochi minuti e il gioco è fatto, avrete uno schermo pulito senza grassi o residui di polvere.


Come Preparare gli Arancini Ripieni di Cefalo

Sei stanca dei soliti antipasti? Bene, allora questa è proprio la guida che fa per te! Infatti oggi ti propongo la ricetta per preparare arancini ripieni di cefalo, una vera delizia! Per la preparazione occorrono 40 minuti, mentre per la cottura ci vorrà un’ora. Gli ingredienti indicati sono per 4 persone.

Occorrente
300 gr di riso
150 gr di piselli sgranati
150 gr di filetto di cefalo a pezzetti
4 uova
2 pomodori maturi e sodi
1 cipolla tritata
Pangrattato
1 litro di brodo di pesce
60 gr di burro
3 dl di vino bianco secco
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
Abbondante olio per friggere
Sale, pepe

Per iniziare taglia i pomodori a dadini. Rosola il pesce per tre minuti in due cucchiai di olio; versa metà del vino, fallo evaporare, sala e pepa e cuoci per 10 minuti. Soffriggi la metà del trito di cipolla nell’olio rimasto e rosolaci i piselli; sala, pepa, bagna con un mestolo d’acqua e cuoci per 10 minuti; fai quindi raffreddare, unisci il pesce e il pomodoro.

Fai appassire in un tegame la cipolla rimasta con 30 grammi di burro, tostaci il riso per due minuti, unisci il vino rimasto e fallo evaporare; aggiungi, un pò alla volta, il brodo bollente e porta a cottura. Lontano dal fuoco amalgamaci il resto del burro, due uova e un pizzico di pepe; stendi il risotto su una placca e fallo intiepidire.

A questo punto ricava dal risotto tante palline e farciscile al centro con un cucchiaio di composto di cefalo e piselli. Poi richiudile, impanale con le altre due uova sbattute e il pangrattato e friggile in abbondante olio caldo. Quando saranno ben dorati, sgocciola gli arancini su carta assorbente e servili.


Come Funziona il Voltmetro

La misura di una tensione può essere fatta in diversi modi a secondo degli strumenti che si hanno a disposizione. Un metodo molto diffuso è quello in cui si utilizza un strumento sensibile ad una corrente, cioè uno strumento a bobina mobile. In questo tipo di strumento, come si è visto in precedenza, lo spostamento dell’indice è legato al valore della corrente che percorre la bobina mobile, di conseguenza lo strumento è per natura adatto a misurare una corrente e non una tensione. Risulta essere possibile comunque, trasformare un amperometro in voltmetro applicando ad esso un resistore in serie di valore opportuno denominato resistore addizionale . In tal modo lo strumento segna sempre il valore di corrente che lo percorre ma si può facilmente risalire al valore della tensione applicata per mezzo della legge di ohm. Infatti è sufficiente moltiplicare la corrente segnata dall’indice dello strumento per la resistenza totale del circuito, data generalmente dal valore della resistenza interna dello strumento, da eventuali shunt per le portate amperometriche e dal resistore esterno posto in serie allo strumento per ottenere il valore della tensione. Graduando opportunamente il quadrante si può leggere direttamente il valore di tensione, senza eseguire il calcolo descritto, inoltre con l’aggiunta dei resistori addizionali in serie ad un circuito amperometrico è possibile estendere la portata di fondo scala dello strumento per la misura della tensione. In figura è presente un classico circuito milliamperometrico con portata 1mA f.s. (si legge fondo scala), trasformato in un circuito voltmetrico adatto quindi a misurare tensioni, prima con l’aggiunta di un resistore addizionale da 10KΩ e poi con uno di valore 100KΩ.

Nel primo caso si possono misurare tensioni di valore fino a 10V e nel circuito si stabilisce una corrente di 1mA; nel secondo caso è possibile misurare tensioni fino a 100v con corrente circolante nel circuito sempre di 1mA. Immaginiamo adesso di collegare due batterie da 4,5V ai capi del circuito voltmetrico di fig.1b costituito dal resistore addizionale da 10KΩ. In queste condizioni l’indice dello strumento si sposterà sul quadrante portandosi in prossimità del numero 9 della seconda scala a partire dall’alto che è la scala relativa alle misure di corrente e di tensioni continue, fig.2-a.

Pertanto se l’indice dello strumento si è fermato in corrispondenza del numero 9, si può stabilire che la tensione indicata dallo strumento è di 9V. Come puoi notare, ogni piccola divisione della scala vale due decimi di volt (0,2V) quindi si deve ritenere che le scritte sulla scala dello strumento siano come quelle riportate sulle divisioni da 0 a 1 della scala riportata in fig.2-a. Collegando una sola batteria da 4,5V al circuito di fig.1-b, l’indice dello strumento si sposta sul quadrante portandosi a circa metà della scala, precisamente in prossimità del valore 4,5V; questo è il valore della tensione fornita da una sola batteria, fig.2-c. Esaminiamo adesso il circuito di fig.1-c in cui è presente il resistore addizionale da 100KΩ. A tale scopo, colleghiamo una batteri da 4,5 V nel circuito citato e notiamo che l’indice dello strumento si sposta dalla posizione precedente, portandosi a circa due divisioni a partire dall’inizio della scala fig.3-b. Essendo adesso la portata del voltmetro di 100V, ogni piccola divisione della scala corrisponde a 2V, pertanto occorre moltiplicare per 10 la lettura fatta sulla scala. In altre parole, è come se la scala del voltmetro fosse quella tracciata nella fig.3-a. Adesso, colleghiamo la seconda batteria da 4,5V in serie alla prima. In questo caso notiamo che l’indice dello strumento si sposta sul quadrante portandosi fin quasi in prossimità del numero 1, precisamente a quattro divisioni e mezza dall’inizio scala segnando un valore di 9V, in quanto ogni divisione corrisponde ora a 2V (4,5X2=9V). A conclusione di quanto sopra, è facile constatare che questi valori di tensione erano più facilmente leggibili sulla scala dello strumento con portata 10Vf.s. La portata 100V f.s. è adatta per tensioni superiori a 10V, fino 100V. Fig.3-a-b-c.