Come Pulire CD e DVD

Quante volte per pulire un cd o un dvd hai utilizzato la prima cosa che ti trovavi per le mani? Non è assolutamente questa l’operazione da fare, in questo modo infatti rischi di rovinarli e di conseguenza di perdere tutti i file. Vediamo quindi come fare.

La pulizia dei cd/dvd è un’operazione semplice ma che richiede attenzioni. Se la pulizia riguarda solo la polvere prendi un panno morbido ed asciutto e passalo più volte sulla superficie del cd facendo attenzione a non lasciare pelucchi. Attento a non graffiare la superficie o non riuscirai più a leggerlo.

Se invece sul cd ci sono anche delle macchie spruzza sul panno che utilizzi una piccola quantità di quei prodotti specifici per la pulizia dei cd/dvd presenti in commercio. Quindi strofina leggermente sulle macchie. In assenza di questi prodotti puoi utilizzare del semplice polivetro o gli spray per pulire le lenti degli occhiali.

Se invece noti dei leggeri graffi che ne impediscono la lettura prendi del dentificio, spalmalo sulle tue dita e passale sulla superficie del cd insistendo particolarmente dove ci sono i graffi, fino a che non spariscono. Quindi lava il cd con dell’acqua ed asciugalo con un panno morbido.


Come Pulire uno Schermo LCD

Come pulire un display LCD? Può sembrare una domanda banale, però molte persone hanno cercato soluzioni per pulire il proprio display cercando di non rovinarlo. La cosa più importante è che un display LCD non è un display CRT, non è possibile agire allo stesso modo perchè le particelle di polvere depositate potrebberlo graffiarlo e danneggiarlo.

Per prima cosa per rischiare di non prendervi la scossa e meglio spegnere il monitor, ed è molto importate anche per vedere sul fondo nero le sporcizie, polvere e quant’altro. Preparate una soluzione a base di aceto e acqua distillata versatelo in dosi uguali, fate molta attenzione a non utilizzare acqua minerale o acqua del rubinetto perchè rischierete di lasciare le macchie bianche sopra allo schermo dopo che sarà asciutto, se non avete l’aceto potrete utilizzare alcool isopropilico ma lo sconsiglio perchè è fortemente infiammabile è meglio usare l’aceto.

Inumidite il panno in microfibra (come quello che utilizziamo per pulire le lenti degli occhiali) evitate di usare i panni di carta, carta igienica e affini, perchè non è e morbido e rischierete di graffiare lo schermo, inoltre fate molta attenzione a non versare direttamente la soluzione sul display ma prima versatelo sul panno e poi pulite il display.

Agite molto delicatamente sullo schermo, non fate mai troppa pressione, muovetevi in una sola direzione, e meglio se e dall’alto verso il basso. Aspettate che lo schermo si asciughi, quando lo schermo è ben asciutto potete accenderlo. Ci vorranno soltanto pochi minuti e il gioco è fatto, avrete uno schermo pulito senza grassi o residui di polvere.


Come Funziona il Voltmetro

La misura di una tensione può essere fatta in diversi modi a secondo degli strumenti che si hanno a disposizione. Un metodo molto diffuso è quello in cui si utilizza un strumento sensibile ad una corrente, cioè uno strumento a bobina mobile. In questo tipo di strumento, come si è visto in precedenza, lo spostamento dell’indice è legato al valore della corrente che percorre la bobina mobile, di conseguenza lo strumento è per natura adatto a misurare una corrente e non una tensione. Risulta essere possibile comunque, trasformare un amperometro in voltmetro applicando ad esso un resistore in serie di valore opportuno denominato resistore addizionale . In tal modo lo strumento segna sempre il valore di corrente che lo percorre ma si può facilmente risalire al valore della tensione applicata per mezzo della legge di ohm. Infatti è sufficiente moltiplicare la corrente segnata dall’indice dello strumento per la resistenza totale del circuito, data generalmente dal valore della resistenza interna dello strumento, da eventuali shunt per le portate amperometriche e dal resistore esterno posto in serie allo strumento per ottenere il valore della tensione. Graduando opportunamente il quadrante si può leggere direttamente il valore di tensione, senza eseguire il calcolo descritto, inoltre con l’aggiunta dei resistori addizionali in serie ad un circuito amperometrico è possibile estendere la portata di fondo scala dello strumento per la misura della tensione. In figura è presente un classico circuito milliamperometrico con portata 1mA f.s. (si legge fondo scala), trasformato in un circuito voltmetrico adatto quindi a misurare tensioni, prima con l’aggiunta di un resistore addizionale da 10KΩ e poi con uno di valore 100KΩ.

Nel primo caso si possono misurare tensioni di valore fino a 10V e nel circuito si stabilisce una corrente di 1mA; nel secondo caso è possibile misurare tensioni fino a 100v con corrente circolante nel circuito sempre di 1mA. Immaginiamo adesso di collegare due batterie da 4,5V ai capi del circuito voltmetrico di fig.1b costituito dal resistore addizionale da 10KΩ. In queste condizioni l’indice dello strumento si sposterà sul quadrante portandosi in prossimità del numero 9 della seconda scala a partire dall’alto che è la scala relativa alle misure di corrente e di tensioni continue, fig.2-a.

Pertanto se l’indice dello strumento si è fermato in corrispondenza del numero 9, si può stabilire che la tensione indicata dallo strumento è di 9V. Come puoi notare, ogni piccola divisione della scala vale due decimi di volt (0,2V) quindi si deve ritenere che le scritte sulla scala dello strumento siano come quelle riportate sulle divisioni da 0 a 1 della scala riportata in fig.2-a. Collegando una sola batteria da 4,5V al circuito di fig.1-b, l’indice dello strumento si sposta sul quadrante portandosi a circa metà della scala, precisamente in prossimità del valore 4,5V; questo è il valore della tensione fornita da una sola batteria, fig.2-c. Esaminiamo adesso il circuito di fig.1-c in cui è presente il resistore addizionale da 100KΩ. A tale scopo, colleghiamo una batteri da 4,5 V nel circuito citato e notiamo che l’indice dello strumento si sposta dalla posizione precedente, portandosi a circa due divisioni a partire dall’inizio della scala fig.3-b. Essendo adesso la portata del voltmetro di 100V, ogni piccola divisione della scala corrisponde a 2V, pertanto occorre moltiplicare per 10 la lettura fatta sulla scala. In altre parole, è come se la scala del voltmetro fosse quella tracciata nella fig.3-a. Adesso, colleghiamo la seconda batteria da 4,5V in serie alla prima. In questo caso notiamo che l’indice dello strumento si sposta sul quadrante portandosi fin quasi in prossimità del numero 1, precisamente a quattro divisioni e mezza dall’inizio scala segnando un valore di 9V, in quanto ogni divisione corrisponde ora a 2V (4,5X2=9V). A conclusione di quanto sopra, è facile constatare che questi valori di tensione erano più facilmente leggibili sulla scala dello strumento con portata 10Vf.s. La portata 100V f.s. è adatta per tensioni superiori a 10V, fino 100V. Fig.3-a-b-c.


Come Foggiare in Successione da un Unico Blocco di Argilla

La produzione di piccoli vasi in argilla può essere accelerata foggiandone parecchi da un unico pezzo di argilla. Questo metodo è particolarmente indicato per oggetti di ridotte dimensioni, perchè sarebbe difficile staccarli direttamente dal tornio, in più non dovrete procedere ogni volta alla pulitura del tornio.

Occorrente
Tornio per ceramica come quelli segnalati su Torniook.com
Argilla
Filo di acciaio
Un legnetto

Posiziona sul tornio una grossa massa di argilla. Cerca di centrarla fino ad ottenere una forma a cono, mantenendo le mani in parallelo e lavorando con il palmo dal basso verso l’alto. Racchiudi il vertice del cono tra le mani in posizione simmetrica tenendo i pollici nel centro dell’argilla. Con il dito medio delle due mani scanala il blocco per poter formare la base del tuo vaso. Tieni sempre umide le mani mentre lavori.

Procedi a modellare il blocco verso l’alto per fare un vaso, ma devi mantenere le sue dimensioni ridotte perchè dovrai toglierlo senza deformarlo. Quando sei soddisfatta della forma del vaso, prendi un legnetto e solca la sua base mentre il tornio sta ancora girando, in modo da creare il piedistallo del vaso. A questo punto puoi fermare il tornio e con un filo di acciaio tagliare il vaso dal cono di argilla.

Tira il filo di acciaio in modo da tagliare il vaso in linea orizzontale. Con i pollici e gli indici delle tue mani, afferra saldamente la base e girala un pochino, fino a che riuscirai a sollevarla con facilità. Porta il vaso così ottenuto in luogo adatto per poterlo essicare. Con l’argilla rimasta sul tornio, ripeti tutto il procedimento per ottenere gli altri vasetti, finchè il cono non sarà esaurito.


Come Fare una Treccia a Quattro Ciocche con un Foulard

La treccia a quattro ciocche con foulard è un’acconciatura elegante e chic per tutti i giorni, una festa o un aperitivo speciale. Occorrono capelli sufficientemente lunghi (o al massimo occorre applicare preliminarmente delle extensions). Occorre un po’ di abilità con il gioco delle dita, in ciò risiede tutta la difficoltà.

Occorrente
Foulard
Elastici trasparenti

Per praticità occorre spazzolare abbondantemente i capelli. Come prima cosa occorre applicare tutt’intorno alla nuca il foulard. Si deve fare in modo che un’estremità di esso rimanga pendente e lunga, mentre una sia più corta e appena sufficiente ad annodare il foulard dietro l’orecchio. Il lembo che avanza puoi tranquillamente occultarlo sotto la fascia.

Ora si devono portare tutti i capelli da un lato, dividerli in tre ciocche e la quarta ciocca sarà il foulard. La ciocca più a sinistra va posta sotto quella vicina ed a loro volta sopra il foulard. Ora bisogna prendere la ciocca di destra, porla sopra quella vicina e sotto il foulard. Prendi la prima ciocca, mettila sotto la seconda e sopra la terza. La quarta va sotto la terza e sopra la seconda.

Conclusi i capelli con questo metodo, la soluzione più pratica è fissare le ciocche terminali con un elastico trasparente. Se si vuole fare un’ulteriore abbellimento si può allargare le maglie della treccia e utilizzare l’avanzata parte del foulard per creare una specie di sbuffo decorativo. Basta prendere il foulard sottoporlo all’elastico parzialmente, fare piccolo cappio ed in ciò introdurre l’ulteriore lembo.